La differenza fra rito e indagine

rito e indagine rabdomanzia

di Emiliano Sciarra

Quando si studia la Radiestesia, o si frequentano corsi appositi, si apprende tutta una serie di requisiti da verificare per la buona riuscita dell’indagine: fra gli altri, essere rivolti a Nord; non avere indosso oggetti metallici; non incrociare le gambe; avere entrambi i piedi a terra; essere calmi e rilassati ma attenti; non avere distrazioni; e così via.

Sembrerebbe quindi che non si possa procedere a un’indagine con addosso l’orologio, o seduti guardando il Sole sorgere o tramontare.

In realtà, tutte queste indicazioni sono solo suggerimenti e facilitazioni per avere una risposta giusta, ma non sono affatto delle operazioni imprescindibili pena il fallimento.

Accendere il PC e aprire il programma di posta elettronica è il modo migliore per leggere le email; ma nessuno è così superstizioso da pensare che non si possa fare in altro modo, per esempio con uno smartphone, anche se con un po’ più di difficoltà.

Infatti l’indagine radiestesica non è un rito, in cui ogni gesto va fatto secondo precise modalità altrimenti si inficia l’intero procedimento.

Ci sono delle linee guida per agevolare il compito, questo sì, e conviene seguirle tutte, ma sapendo bene che possono essere ignorate se le necessità lo impongono: con la consapevolezza che tutto sarà più difficile, ma non per questo impossibile a priori.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *