
di Emiliano Sciarra
È una domanda classica: a chi non piacerebbe cosa ci riserva il nostro futuro, almeno in parte? E dato che il nostro subconscio sa praticamente tutto dell’Universo, perché non chiedere anche questo? In realtà la domanda è più spinosa di quanto sembri.
L’Uomo è immerso nel tempo, diversamente da chi è fuori dall’Universo che può contemplare tutto in un eterno presente, e ne è soggetto a tutte le leggi. Questo si somma al fatto che gli esseri umani sono dotati di libero arbitrio, cioè della facoltà di poter scegliere in ogni momento cosa fare, limitatamente alle loro possibilità.
Radiestesia; una facoltà libera
Si tratta quindi di una facoltà libera anche se condizionata: e quanto sia condizionata lo testimonia il fatto che le nostre decisioni sono pesantemente influenzate non solo dalle leggi della Natura (non si può «scegliere» arbitrariamente di non morire, per esempio, o di non essere nati in un dato giorno: qui torna la sottomissione al tempo) ma anche da tutta una serie di fattori esterni e interni come le relazioni con il prossimo e le prevedibili conseguenze delle nostre azioni, che gravano moltissimo sulle nostre deliberazioni.
Per dire, uno magari vorrebbe andarsene al mare in vacanza perennemente o anche solo quando desidererebbe farlo, ma ha il lavoro, una famiglia, gli amici, i figli, delle responsabilità da ottemperare. È vero che spesso questi sono dei vincoli non così insormontabili come potrebbero apparire e in teoria potrebbero essere ignorati, ma in pratica ogni decisione viene presa con una miriade di spinte in una direzione e nell’altra, e a questo contribuiscono anche gli astri con la loro influenza incessante.
E qui veniamo alla previsione del futuro: se ognuno è più o meno libero di prendere le sue decisioni, lo fa nel momento in cui le prende, non prima, proprio perché siamo soggetti al tempo: pertanto non è possibile, in astratto, prevedere compiutamente quale sarà quella decisione. Quello che è possibile fare, però, e che spesso è più che sufficiente, è prevedere il «corso naturale» degli eventi, quello per così dire più probabile, insomma quello che potremmo definire la direzione della corrente verso cui si può accettare di essere portati oppure, esercitando il proprio libero arbitrio in modo contrario, opporsi. Spesso la decisione è proprio quella che richiede meno sforzo, cioè seguire la corrente, ma non è mai detto a priori che sia sempre così. E se pensiamo che le nostre azioni sono condizionate anche da quelle delle persone a noi vicine, che sono a loro volta influenzate da quelle a loro più strette, e così via… si arriva al punto di capire che è difficilissimo prevedere con esattezza il futuro: quello che si può dire è, entro certi limiti, cosa è probabile che accada, ma è tanto più incerto quante persone sono coinvolte direttamente nella decisione e quanto più l’evento è avanti nel tempo.
